Gianni Croce
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Giovanni Croce nasce a Lodi il 14 aprile 1896 da Anna Ferippi e Giuseppe Croce.
Dopo le elementari frequenta le scuole serali di indirizzo tecnico, studiando disegno sotto la guida dell’architetto Maisetti.
Intorno al 1909, quando ancora sta studiando, viene assunto come aiutante nello Studio Fotografico di Giuseppe Marchi situato in corso Vittorio Emanuele 11 a Lodi. Nel novembre del 1915 è chiamato alle armi: il suo foglio matricolare indica “professione fotografo”, tuttavia il giovane viene assegnato a un reparto Fotoelettriche del Genio Ferrovieri di Torino. Più tardi è trasferito in zona d’operazioni, a Castelvecchio (vicino a Verona) dove gli viene affidata la direzione del laboratorio fotografico della Armata e l’organizzazione del servizio fotografico di documentazione degli impianti militari. Dopo essere nominato sergente viene congedato nel dicembre 1919 e torna a Lodi. Nel 1921 si trasferisce con la sorella Giuseppina a Piacenza dove, grazie a un prestito concessogli dal padre, rileva uno studio fotografico in Corso Vittorio Emanuele 98. Croce si specializza nel ritratti femminili e in quelli di militari. Nel 1925 lo studio Croce si trasferisce nell’edificio accanto, al numero 96. Nell’ottobre del 1926 Croce esordisce come pittore, esponendo alcune opere a una mostra di artisti piacentini.
Nel 1927 sposa Carla Arata, sorella dell’architetto piacentino Giulio Ulisse Arata e dell’arcivescovo Antonino Arata, nunzio Apostolico del Vaticano.
Nel 1929 il fotografo si avvicina al movimento del secondo Futurismo tramite l’amico Oswaldo Bot, pittore e scultore legato a Martinetti, e un anno dopo inizia una serie di “composizioni” fotografiche liberamente ispiratesi al Futurismo. Negli stessi anni in cui porta avanti la sperimentazione nell’ambito della ”fotografia futurista”, Croce si afferma come ritrattista principe della “ buona società” e come fotoreporter ufficiale della città. Il suo Studio diviene ritrovo di artisti e letterati. Dalla metà degli anni Trenta il fotografo si allontana progressivamente dal movimento marinettiano; continua comunque a realizzare ”composizioni” gratuite, movendosi però in altre direzioni. Durante la Seconda Guerra Mondiale è richiamato alle armi; nel primo scorcio dell’evento bellico si fa conoscere nuovamente come pittore esponendo ad alcune mostre (a Piacenza nel 1942). Dopo l’8 settembre 1943 e l’occupazione tedesca, Croce matura un atteggiamento di opposizione al fascismo giungendo a criticare pubblicamente il regime. Nel 1944 viene arrestato perché accusato di “disfattismo” e incarcerato assieme ad altri concittadini sospettati di attività antifasciste. Mentre si trova in carcere, la sua famiglia è sfollata a Bettola, che è stata occupata dai partigiani. E il periodo in cui i prigionieri politici vengono prelevati dai tedeschi e deportati in Germania; l’architetto Arata interviene facendo pressioni sul prefetto affinché venga evitata al cognato questa sorte: è cosi che il fotografo viene rilasciato e può raggiungere la famiglia nella località di collina. Il giorno della liberazione di Piacenza, Croce fotografa le formazioni partigiane che sfilano per la vie della città. Nel dopoguerra Croce abbandona il ritratto per la “fototessera” e si dedica soprattutto alla foto di cronaca. Negli anni ’60 torna realizzare “composizioni” gratuite servendosi anche del fotomontaggio. Nel 1966 viene allestita a Piacenza una grande mostra dedicata a Croce fotografo. Croce lascia l’attività nel 1976, ma continuerà fino al 1980 a collaborare con i nuovi titolari dello Studio, Maurizio Cavalloni, suo allievo, e Franco Pantaleoni.
Gianni Croce muore nel maggio del 1981.
LA FORMAZIONE ALLO “ STUDIO MARCHI” DI LODI
Gianni Croce acquisisce la sua formazione professionale negli anni ’10 a Lodi, presso lo Studio di Giuseppe Marchi ( 1863- 1924), figura di primo piano nella “fotografia
artistica” dell’epoca Liberty, che negava alla fotografia il ruolo di semplice registrazione del reale puntando sul simbolismo e facendo anche ricorso a manipolazioni in fase di stampa. Il giovane Croce fa tesoro dell’esperienza acquisita nell’atelier di Marchi, personalità poliedrica in contatto con grandi fotografi europei e sodale di diversi artisti.
L’APERTURA DELLO “ STUDIO CROCE” A PIACENZA
E’ il pittore Luciano Ricchetti , conosciuto presso lo Studio Marchi di Lodi, ad ospitare Croce nei primi tempi della sua permanenza a Piacenza.
Lo studio fotografico impiantato da Croce in Corso Vittorio Emanuele diviene presto il luogo di ritrovo dei giovani artisti insofferenti del clima figurativo di maniera predominante nella provincia : vi ritroviamo anche Luigi Arrigoni e Mario Cavaglieri. Lo stesso Croce si dedicherà alla pittura, in modo discontinuo, lungo tutto l’arco della sua vita.
I Riconoscimenti
- Le foto di Giovanni Croce hanno partecipato alle seguenti esposizioni:
- Mostra di Fotografica Artistica, Cremona, 1925. Medaglia d’argento di I grado.
- Primo “Salon” Italiano d’Arte Fotografica internazionale, Torino, 1926.
- Esposizione di Torino, Mostra dei Maestri d’arte Fotografica,1928.
- I esposizione Nazionale dell’alto Adige, Bolzano, 1929. Medaglia d’argento.
- Primo Concorso Fotografico Nazionale, Roma, 1930. medaglia di bronzo.
- IV Fiera campionaria di Tripoli (I Rassegna Intern. in Africa), 1920. Medaglia d’oro.
- Prima Biennale Internazionale d’Arte Fotografica – Roma, 1932. Diploma d’onore.
- I Sagra di Piacenza, Mostra di Fotografie Studi fotografici, 1938. Medaglia d’oro.
- Mostra fotografica dell’Ente Provinc. per il Turismo, 1959. Medaglia d’oro.
- Mostra fotografica dell’Ente Provinc. per il Turismo, 1960. Trofeo fuori concorso
- “40 anni di vita piacentina nelle fotografie di Gianni Croce pittore e fotografo”, mostra organizzata da “Amici dell’Arte, E.P.T. e Ass. fotografi piacentini, 1966.
- “Gianni Croce pittore e fotografo”, Salone Amici dell’Arte, Piacenza, 1975.
- Mostra al dipartimento Italiano dell’Università di Liverpool, 1976.
- “Photographie futuriste Italienne 1911-1939”, Musée d’Art Moderne, Paris, 1981.
- “Fotografia Futurista”- Galleria d’arte Seibu – Ikebukuro (Tokio), 1987
ONORIFICENZE
- Cavaliere della corna d’Italia,1932.
- Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana,1959.
- Commendatore al Merito della Repubblica Italiana,1968.
Le pubblicazioni e le tesi di laurea sullo Studio Croce
Negli anni lo Studio è diventato sempre più un punto di riferimento per ricercatori e studiosi fornendo inoltre materiale fotografico per le più significative edizioni realizzate a Piacenza, tra cui:
- Piacenza una volta (di G. Cattivelli Ed. Cassa di Risparmio, 1977)
- Piacenza popolaresca, vol. I e II, (di G. Pantaleoni, Ed. Humanitas, 1981-1982)
- Piacenza d’altri tempi (di G. Pantaleoni, Ed. Farnesiana 1983)
- Piacenza in camicia nera (di F. Achilli e M. Molinaroli, Ed. Humanitas, 1983)
- Piacenza 40-45, il dramma di una città (di E. Concarotti, Ed Humanitas, 1984)
- Bilanci della banca di Piacenza (a cura di R. Mori, dal 1987)
- Quando a San Rocco al Porto… (di M. Cavalloni, Ed. Studio Croce, 1991)
- Gianni Croce, fotografo in Piacenza (di D. Panciroli, Ed. G. Braga, 1996)
- Piacenza, una città nel tempo (collana di 4 volumi a cura di R. Mori e L. Galeazzi. Ed. Tipleco, 1997-2001)
- Storia di Piacenza: Il Novecento, vol I e II, (edizioni Tipleco, 2002-2003)
Lo Studio è stato oggetto di diverse ricerche universitarie e di tesi di laurea
- 1982-1983 “Lo studio Croce di Piacenza” tesi di laurea di Daniele Panciroli, Università di Parma
- 1999-2000 “Gianni Croce e la fotografia a Piacenza 1925-1940” tesi di laurea Giorgia Baggi, Università di Parma
- 1999-2000 “Il simbolismo nei manifesti della propaganda elettorale del 1948” tesi di laurea di Linda Barlassina, Università di Pavia
- 2003-2004 “Le cartoline di Piacenza del Fondo Franco Pantaleoni” tesi di laurea di Elena Antonini, Università di Parma